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cosa mangiare a cordoba

Questa è la guida più completa del web su cosa mangiare a Cordoba, la città del salmorejo.

Con Spagnatour conoscerai il cibo e piatti più tipici e deliziosi di questa magica città per poter assaporare il vero gusto di una vacanza a Cordoba.

Attraverso il cibo, si può veramente approfondire nella conoscenza delle tradizioni della città o nazione che si sta visitando.

Anche se la Spagna è forse il paese più simile all’Italia, ci sono tanti prodotti tipici Andalusi che sono unici e perciò meritano un assaggio per arricchire di più il tuo gusto e la tua visita.

Con questo articolo su cosa mangiare a Cordoba scoprirai delle perle nascoste ai turisti in modo tale che ti sentirai più un locale che un turista.

L’unica cosa che devi dimenticare è la pasta, in Spagna i cibi da provare sono altri.

Vediamo quali sono questi prodotti da mangiare a Cordoba iniziando dalla colazione.

Cosa Mangiare a Cordoba: colazione

Non esiste modo migliore al mondo per iniziare una bella giornata con una buona e sana colazione.

Tranquillo, a Cordoba troverai tutto quello di cui hai bisogno per fare un ottimo “desayuno“.

Cos’è il desayuno?

Il desayuno è la traduzione di colazione in spagnolo.

Come avevo già detto sui articoli precedenti, el desayuno a Cordoba ha molte similitudine con quello del resto delle altre città Andaluse.

Normalmente la colazione è composta da un café con leche (dimenticatevi del cappuccino perché noi spagnoli, non siamo bravi a farli) e una “tostada”.

La tostada è pane tostato e può condirsi di diversi modi, ma i più richiesti sono:

cosa mangiare a cordoba

  • Tostada de tomate (olio d’oliva, pomodoro grattugiato e sale); volendo si può aggiungere Jamón e formaggio (servito in piccoli pezzettini o fette da mettere sopra il pane)
  • Tostada de mantequilla y mermelada (burro e marmellata);

Altre tostadas che puoi trovare facilmente sono:

  • Tostada de paté (di fegato di maiale);
  • Tostada de sobrasada (simile all’ndujia calabrese)
  • Tostada de queso fresco (formaggio spalmabile)

Può sembrare che a Cordoba si mangia soltanto la colazione salata ma non è così: ci sono anche i dolci non preoccuparti.

La cosa che più si assomiglia alle brioches italiane è il croissant.

Normalmente lo servono con cioccolato o vuoto, e il vuoto lo puoi riempire con burro e marmellata, o jamón de york y queso (prosciutto cotto e formaggio) ma chiedilo “a la plancha” cioè riscaldato sulla piastra.

Ma tra tutte le cose da mangiare a Cordoba, devi provare anche altri dolci tipici al tipico e puro stile cordobes:

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Pastel Cordobes o Manolete: il più caratteristico e tipico della città.

E’ fatto a base di pasta sfoglia e ripieno con “cabello de angel”, cioè una confettura di zucca bianca.

E’ il dolce di Cordoba conoscuto anche come “Manolete” (nome del torero Cordobes, uno dei più importanti della storia del toreo) perché la leggenda narra che il torero lo mangiasse tutte le mattine per colazione.

Perrunas: biscotti fatti a base di strutto, farina, zucchero, cannella, buccia di limone grattugiata e mandorle. Questi biscotti si mangiano sia a colazione sia come dessert o postre. 

Ricordia che Cordoba è una delle 8 città che compongono l’Andalusia e quindi condivide certe abitudini con le altre come ad esempio il fare colazione, soprattutto il fine settimana, a base di Churros con Chocolate.

cosa mangiare a cordoba

Los churros ovvero pastella fritta, vengono serviti con della cioccolata calda dove immergerli e gustarli.

Un’autentica delizia per il palato e senza ombra di dubbio la colazione preferita dalla maggior parte di noi spagnoli.

Se non ti piacciono per colazione, li puoi prendere per merenda come facciamo noi spesso e volentieri 🙂

Comunque sia, devi assaggiarli perché vistare Cordoba o l’Andalusia senza mangiare los churros è come visitare l’Italia e non assaggiare la  pasta.

Cosa mangiare a Cordoba: pranzo e cena

Per noi spagnoli, il pranzo si chiama “Almuerzo” ma in Spagna, soprattutto al sud dell’Analusia si pranza un po’ più tardi che in Italia.

La cena invece si chiama cena proprio come da voi in Italia.

Normalmente l’ora di pranzo è alle  14.30-15.00h quindi se vai ad ristorante locale alle 12.30h con l’idea di pranzare … forse dovrai aspettare. Anche la cena è servita alcune ore dopo, diciamo che l’ora media per cenare a Cordoba sono le dieci di sera.

Ma non ti preoccupare, nel frattempo puoi gustare alcune tapas.

Simile al nostro aperitivo, il termine tapas deriva dall’usanza nelle taverne di tappare il bicchiere di vino con un pezzo di pane o prosciutto per impedire l’ingresso di polvere e insetti nella bevanda.

Da questo antico gesto nasce appunto questa usanza che sta velocemente prendendo piede in tutto il mondo.

Las tapas rappresentano un modo di mangiare piuttosto che una pietanza specifica, infatti una tapas non è altro che un cibo servito in modiche quantità e il pasto completo è formato da più tapas differenti.

Piatti tipici della cucina Cordobesa

Se dopo qualche tapas vorresti comunque provare un bel piatto di cibo tipico Cordobese, puoi scegliere tra i seguenti:

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Salmorejo: Il piatto di eccellenza cordobes.

E’ molto simile al gazpacho ma la sua particolarità è quella di essere molto più denso, visto che uno di suoi ingredienti principali è il pane.

Il gazpacho invece non ha pane.

Viene servito come una zuppa fredda con pezzettini  di uovo soda e prosciutto sopra.

A volte, viene servito come salsa per i piatti più tipici a  base di carne.

 

cosa mangiare a cordoba

Rabo de toro: insieme al salmorejo, il rabo de toro o coda di toro, è il piatto più conosciuto della gastronomia della città di Cordoba.

A modo di ragù o stufato ci sono diverse ricette ma comunque sia, è un piatto delizioso che non puoi saltare.

Mazamorra: anche conosciuta come Salmorejo di mandorle è un’altra specialità di questa cucina.

Si tratta di una zuppa fredda fatta molto simile al salmorejo ma al posto dei pomodori e peperoni ci sono le mandorle.

piatti tipici di cordoba

Flamenquín: altro piatto originario della città ci Cordoba, anche se si trova ovunque in Andalucía.

Si tratta di prosciutto rotolato in carne di maiale, impanato e fritto. Oggi data la sua popolarità, si trovano con ripieni diversi altro al prosciutto.

 

 

 

Berenjenas fritas: melanzane fritte servite con il miele. Un piatto che normalmente si trova come parte delle tapas o come antipasto.

Alcachofas a la Montillana: carciofi con prosciutto e vino bianco Montilla-Moriles, tipico della zona.

Perol Cordobes: Simile alla famosa paella, anche se rimane più come un risotto cremoso, il perol cordobes, prende il nome dalla padella usata per la sua elaborazione ed è il piatto tipico specialmente il 24 di Ottobre, giorno di San Rafael Arcangel, patrono della città.

Cosa mangiare a Cordoba: el postre (dessert)

Non c’è un buon pasto senza un buon dolce, ed è per questo che il postre è così importante per tutti gli spagnoli.

Come ho già scritto in altri articoli (cosa mangiare a Malaga o cosa mangiare a Granada) ci sono dei postres tipici che si trovano in tutta l’Andalusia come:

  • Arroz con leche
  • Natillas
  • Flan de huevo
  • Cuajada
  • Tocino de cielo

E a secondo del periodo in cui si visita la città i dolci possono cambiare.

Così a Natale troverete mantecados, turrones y el famoso roscón de reyes (soltanto la giornata della befana) e durante la settimana di Pasqua, i dolci tipici che si trovano sono i pestiños, torrijas, roscos fritos, leche frita, buñuelos, palillos de santo… ecc.

Ma ricorda che tra tutti i dessert da mangiare a Cordoba, il dolce più caratteristico della città è il Manolete (descritto nella sezione della colazione) e dopo pranzo lo puoi anche prendere con un caffè a modo di postre.

Cosa bere a Cordoba

Come nel resto dell’Andalusia, insieme alla birra o cerveza, il vino è la bibita più richiesta da tutti.

Ma qui il vino normalmente viene servito con gaseosa e limone, cioè el tinto de verano anche se a Cordoba si conosce come Vargas.

Oltre al Vargas, c’è pure la tipica  Sangría famosa in tutto il mondo.

Durante la feria, in cui tutti si vestono con i vestiti di flamenco e ballano e cantano… la bibita più richiesta è il rebujito, vino bianco con sprite.

Ma se quello che cerchi è un buon vino senza nient’altro, il vino da chiedere a Cordoba è il vino bianco di Montilla-Moriles, denominazione di origine della provincia di Cordoba.

Cosa mangiare a Cordoba: Conclusioni

Cordoba è una città che al di là della sua bellezza architettonica e monumentale, offre una gastronomia che brilla di luce propria.

Non fare l’errore tipico dei turisti di rimanere nel conosciuto e non sperimentare, un viaggio ha senso soprattutto quando ti immergi in una nuova cultura che inevitabilmente parte dalla tavola.

La cucina cordobesa, e spagnola in genere, usa dei prodotti di alta qualità tipici della cucina mediterranea, se ti lasci trasportare dalla curiosità, non puoi certo rimanere deluso.

Spero tu sia uno che piaccia scoprire nuove cose e in questo caso, nuovi sapori perché così la tua visita a Cordoba avrà un senso più ampio.

Buon viaggio! 🙂

cosa vedere a cadice

Benvenuto sulla guida di Spagnatour dedicata a Cadice scritta da una Spagnola che ti aiuterà a capire e decidere cosa vedere a Cadice, conosciuta anche come “piccola tazza di argento“.

Questa guida è introvabile altrove perchè è scritta in maniera tale da farti scoprire posti e atmosfere che il turista di passaggio spesso e volentieri perde.

Ho creato Spagnatour perché vorrei che tutti gli Italiani che decidano visitare il mio paese,  rimangano colpiti e con voglia di ritornare.

Cadice, in spagnolo Cádiz, è un’importante città che fa da capoluogo all’omonima provincia, è situata al sudovest dell’Andalusia, la regione più al sud di tutta la Spagna, Isole Canarie escluse.

L’Andalusia è composta da 8 provincie tra cui Cadice, città ha una grande importanza non solo per la sua attività economica e industriale ma anche per il gran numero di turisti che la visitano ogni anno.

A poco più da 100 km da Siviglia, la capitale dell’Andalusia, Cadice è una città da non perdere assolutamente durante il tuo tour per il sud della Spagna.

Una volta che avrai assaporato la sua atmosfera, visitato le spiagge paradisiache e partecipato ad una delle sue tante feste che la rendono famosa, capirai il motivo della mia insistenza sul farti visitare Cadice.

Storia e Clima di Cadice

E’ importante iniziare con la storia della città per poter capire meglio la città e di conseguenza godere maggiormente della visita.

E’ questa la vera differenza tra un turista e un viaggiatore, chi ama viaggiare lo fa guidato dalla curiosità di scoprire, di verificare le letture, per ricercare e ricreare l’atmosfera del passato.

I studiosi affermano che Cadice sia la città più antica di tutta l’Europa Occidentale e per dimostrarlo riportano i resti archeologici provenienti da più di 3000 anni fa.

Popolata inizialmente dai Fenici – navigatori che arrivavano da Tiro e Sidone (l’attuale Libano) – il primo insediamento avvenne nella città chiamata Gádir, cioè fortezza o castello murato.

Dopo l’arrivo dei Fenici, la città venne conquistata anche dagli antichi Romani, dai Musulmani a seguito della conquista islamica dell’Andalusia per poi tornare nelle mani dei Cristiani.

Cadice è stata lo scenario di diversi avvenimenti storici: prima fu teatro delle Guerre Puniche, poi fu il punto dal quale Annibale partì alla volta della conquista dell’Italia per poi diventare la città di partenza di Cristoforo Colombo alla scoperta dell’America nel 1492.

Quasi 4 secoli più tardi, Cadice, torna ad essere scenario di un evento storico: la proclamazione della prima Costituzione Spagnola nel 1812, la così detta “La Pepa”.

Tornando ai nostri tempi, Cadice è mondialmente riconosciuta per il suo carnevale che si svolge durante il mese di febbraio, diventando festa d’interesse turistico internazionale.

Per quanto riguarda il clima, Cadice, gode di un clima conosciuto come “clima mediterraneo oceanico della costa atlantica“, con una temperatura media di 18°C.

Un clima abbastanza mite dove le temperature medie massime in estate non superano i 29°C e le minime invernali registrate non scendono sotto i 9.5°C.

Con 330 giorni di sole all’anno, Cadice è una città gradevole da visitare in qualsiasi epoca.

Leggi anche: cosa vedere a Cordoba

Cosa vedere a Cadice

Se dopo aver scoperto la storia e il clima di questa bellissima città, stai pensando di organizzare la tua prossima vacanza proprio qui a Cadice, sappi che ti capisco.

Inizieremo il nostro itinerario da un punto strategico della città: La Puerta de Tierra (Porta di Terra).

Si tratta di un monumento realizzato in marmo che rappresenta le mura che un giorno portavano all’entrata della città.

Oggi questo monumento separa il centro storico o casco antiguo con la parte moderna della città, conosciuta come extramuros.

Da lì proseguiremo per la calle Teniente Andújar e per Calle Santo Domingo fino ad arrivare alla Plaza de San Juan de Dios  (Piazza di San Giovanni di Dio) antica Plaza Mayor.

cosa vedere a cadiceE’ una piazza molto centrica e pedonale,  facilmente percorribile a piedi o in bicicletta se preferisci.

Davanti al comune, c’è la statua in onore al politico gaditano Segismundo Moret, statua che punta a una bellissima fontana rettangolare.

Questa, una volta arrivata la sera, viene illuminata da una miriade di luci di diversi colori trasformando la piazza in un luogo magico.

Sempre nella piazza di San Juan de Dios, si trovano L’Arco del Pópulo, la Chiesa di San Juan de Dios e la Casa de los Pazos Miranda.

L’Arco del Pópulo, conosciuto come “Porta sul Mare” era l’antico accesso dei cittadini alla zona portuaria.

Oggi, situato d’avanti alla chiesa di San Juan de Dios, è più un passaggio alla chiesa che altro.

Dietro a questa piazza, si trova il famoso quartiere del Pòpulo, quartiere medievale che è anche il più antico della città: questo quartiere è anche il favorito dai gaditani per mangiare le famose tapas.

Inoltre, sempre in questo quartiere nella Plazuela de San Martin, si trova la Casa del Almirante, un palazzo in stilo Barocco, che appartiene al commercio Indiano.

Il centro storico di Cadice: Piazza delle due Cattedrali

Dalla casa del Almirante, scendendo per la strada Fabio Rufino e poi per il Pje. Arco de laRosa, si arriva alla piazza della Cattedrale.

Durante il percorso, prima di arrivare alla cattedrale, visita il Teatro Romano.

cosa vedere a cadice Questo Teatro, scoperto nel 1980 durante degli scavi archeologici, è di gran valore storico perché è il teatro romano più grande (aveva una capienza di 20.000) e più antico della penisola Iberica, infatti è addirittura menzionato anche nelle opere di Cicerone.

La sua location, davanti al lungo mare, fa del teatro un posto bellissimo e affascinante che revoca antiche atmosfere del passato.

Ritornando alla piazza della cattedrale, da dove continueremo il nostro itinerario della città, si può ritornare indietro per la stessa strada, oppure, girare intorno alla cattedrale per Av.Campo del Sur e salire per Plaza Fray Félix, giusto a metà tra le due cattedrali della città.

Su questa strada si trova la Casa del Obispo, ovvero casa del vescovo: sito archeologico che ci mostra l’evoluzione della città dai Fenici fino ad oggi.

A destra del sito, nella Plaza Fray Félix, troviamo la chiesa della Santa Croce più conosciuta per tutti come Cattedrale Vecchia. 

Il nome di “Cattedrale Vecchia” si deve al fatto di essere stata costruita nel 1263 sui resti di una antica moschea.

A pochi metri, passando per l’Arco de la Rosa, si arriva alla famosa Plaza de la Catedral. 

Qui si trova la Cattedrale della Santa Croce sul Mare, conosciuta popolarmente come Cattedrale Nuova. 

monumenti di cadice

In stilo barocco, è ispirata alla Cattedrale di Granada, e grazie alla sua posizione si può vedere da qualsiasi punto della città.

La piazza della cattedrale è uno dei punti di ritrovo per gli abitanti del posto.

Sempre dalla piazza, proseguiamo per la strada Compañía arrivando a Piazza Topete conosciuta come Plaza de las Flores o piazza dei fiori.

Il nome si deve ai negozi dei fiorai della piazza.

Girando a sinistra, per strada La libertà, si arriva al Mercato Centrale (Mercado Central de Abastos).

Si tratta di un palazzo del XIX secolo circondato da colonne corinzie.

Qui, nel suo interno, più di 150 negozi formano il grande mercato locale: tra i vari angoletti del mercato, troviamo il “Rincón Gastronómico” cioè l’angoletto gastronomico, dove assaggiare delle buone e autentiche tapas della città.

Passeggiare tra i mercati centrali delle città è forse il miglior modo per conoscere le tradizioni e la cultura di Cadice.

Viste panoramiche della città di Cadice dalla camera scura

Una volta visitato il mercato, proseguendo per la strada Alcalá Galiano e per la Calle Sacramento, si arriva alla Torre Tavira.

Questa torre, la più alta del centro storico a 45 m sul livello del mare, offre delle viste mozzafiato della città.

cosa vedere a cadice

La torre, fa parte di un palazzo in stile barocco dove oggi è situato il conservatorio di musica.

All’interno della torre, c’è una delle attrazione più simboliche della città: la camera scura, cioè un sistema ottico che mostra le scene della città a tempo reale e dove viene spiegata la storia e l’evoluzione di Cadice fino ad oggi.

Una volta visitata la Torre Tavira, vi consiglio di dirigervi verso Plaza España per visitare uno dei monumenti più importanti della città: il monumento alla costituzione del 1812.

Il monumento alla costituzione del 1812, o monumento a las cortes de cadiz, è una visita obbligatoria per tutti quelli che visitano Cadice.

Costruito in marmo bianco, si tratta di un emiciclo dove in ogni estremo si trova una statua equestre in bronzo, una simboleggiante la pace mentre l’altra la guerra.

Questo monumento all’aria aperta si può visitare durante tutto il giorno ma è preferibile vederla durante il giorno per godere della vista.

Dietro alla piazza Spagna si trovano due grande case con delle torri che venivano affittate ai commercianti di passaggio.

Passeggiata per la meravigliosa Baia di Cadice

Dopo aver visitato il monumento a las cortes de Cádiz, il mio consiglio è di andare alla Plaza de Mina, a soli 5 minuti a piedi, attraversando il quartiere di San Carlos per poi finalmente arrivare al museo di Cadice, famoso per i sarcofagi fenici.

Da questa piazza, prendendo la calle Calderón de la Barca e poi la calle Buenos Aires, si arriva al Paseo Alameda Apodaca, dove comincerà la bellissima passeggiata su un giardino che guarda sulla Baia di Cadice.

Lungo 350 m, goderete una delle viste migliori della città, fino ad arrivare al Baluarte de la Candelaria, una fortezza datata dal 1672 situata nella Punta Candelaria.

Durante questa passeggiata, passerete davanti alla Parroquia de Nuestra Señora del Carmen, una bella chiesa in stile barocco in colore bianco e salmone.

Il Gran Teatro Falla, scenario dei carnevali

Dalla Punta Candelaria, prosegui la bella passeggiata per Avenida Carlos III fino ad arrivare al Parque Genovés. 

Il parco Genovese è uno dei più caratteristici di Cadice per via della diversità degli alberi e piante esclusive ma anche per le sculture dedicate a personaggi nazionali importanti.

Davanti al parco, nella Plaza Fragela, si trova il Gran Teatro Falla.

cosa vedere a cadice Il palazzo, in stilo múdejar con dei mattoni bianchi e rossi, è uno dei punti strategici durante l’evento più importante della città, cioè il carnevale.

All’interno del teatro si svolgono infatti il concorso delle chirigotas o canzoni tipiche di carnevale.

La piazza è circondata dai bar e ristoranti, fermata perfetta per l’ora di pranzo.

Un tramonto da film: La Caleta

Per finire un’intensa giornata, tra le cose da vedere a Cadice non si può non ricordare la zona della Caleta.

cosa vedere a cadice

Zona emblematica della città situata nel centro storico,è spesso utilizzata come scenario per gli eventi più importanti: fotografata da migliaia di persone che la visitano ogni giorno, la Caleta è senza ombra di dubbio un posto imperdibile nella vostra visita a Cadice.

Fiancheggiata da due castelli, il castello di Santa Catalina e il castello di San Sebastián, è una zona veramente bella, tanto che ha servito come scenario di tanti films tra cui possiamo sottolineare L’agente 007 e Alatriste.

Per quanto riguarda i castelli, il castello di Santa Catalina è una fortezza sul mare del XVI secolo con una pianta ottagonale che la fa assomigliare a una stella marina sul mare.

Oggi viene utilizzato come sala di riunioni ed esposizione.

Invece, il castello di San Sebastián si trova su un piccolo isolotto in un stremo della Caleta.

E’ unito alla spiaggia da un molo o malecón, dichiarato bene di interesse culturale il 25 di Giugno del 1985.

Questo castello è la sede del laboratorio d’investigazione marina della città.

cosa vedere a cadice

E beh, dopo una bella passeggiata rilassante sulla spiaggia con un tramonto da film…. penso che ora e solo ora, puoi salutare la famosa piccola tazza di argento.

Cosa Mangiare a Cadice: Piatti tipici

A differenza degli articoli precedenti dedicati alle altre città andaluse come cosa vedere a Cordobacosa vedere a Granada o cosa vedere a Malaga, per ogni città avevo dedicato un articolo apposito sui piatti tipici di ogni città.

Con Cadice però ho deciso di non farlo per il semplice motivo di non ripetere inutilmente piatti fra loro simili.

Ad esempio la colazione, o desayuno, in tutte le città andaluse è pressoché uguale: tostadas, caffè, churros con chocolate… ecc quindi, se vuoi approfondire di più sul cibo e i piatti tipici, ti consiglio di leggere uno di questi articoli:

Qui invece mi limiterò ad scrivere soltanto i piatti originari di Cadice:

Tortillitas de camarones: piccole frittate con dei gamberetti piccoli  tipici della zona

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Huevas de Merluza aliñadas: Uova di merluzzo condite in insalata.

Cinghiale al Jerez, cioè al vino tipico prodotto nella provincia di Cadice

Pan de Cádiz: marzapane ripieno di frutte sciroppate. Normalmente è un dolce che si mangia a Natale anche se si trova durante tutto l’anno.

cosa mangiare a cadice

Vino e Brandy de Jerez: Prodotto tipicamente gaditano, della città di Jerez.

Tutte delizie di assaggiare durante la vostra visita a questa splendida città.

Cosa vedere a Cadice: considerazione finali

Dopo tutti questi consigli su cosa vedere a Cadice, non ti resta altro che pianificare la tua prossima vacanza per andare a vedere con i tuoi propri occhi questa bellissima città.

Sole, mare, monumenti, carnevali…. che altro si può chiedere????

Cadice ha tutto il necessario per fare della tua visita una vacanza indimenticabile.

ALCUNE AVVERTENZE.

Benché la città sia sicura e visitabile anche da soli, state attenti ad eventuali borseggiatori nei pressi dei monumenti più visitati e prestate attenzione alle borse.

Non prendetela come una mania, la città è tranquilla ma alcuni borseggi capitano ai danni del turista più inesperto.

Cadice a differenza delle altre città andaluse non ha feria, cioè la festa popolare e di folklore dove tutti si vestono con i tipici abiti di flamenco.

Forse il mese migliore da visitare Cadice, da un punto di vista culturale e significativo, è Febbraio quando si festeggia il già citato el Carnaval.

Qui sotto un bel video su cosa aspettarsi 🙂

Ma visto che Cadice gode di  temperature miti ed è una città di mare, puoi tranquillamente visitarla anche d’estate.

Durante la settimana di Pasqua, la nostra Semana Santa, potrai partecipare alle varie celebrazioni sacre.

Vi auguro una bellissima vacanza a tutti! 🙂

cosa vedere a Ronda

Se stai pianificando il tuo prossimo viaggio verso l’Andalusia e il tuo punto di partenza è Malaga, non puoi perderti la visita ad una delle città più antiche e incantevoli di questa provincia, sto parlando di Ronda.

E per sapere cosa vedere a Ronda, non c’è niente di meglio che la guida che stai leggendo: Spagnatour.

Ho creato questa guida con l’obiettivo di farti capire e aiutarti a decidere cosa vale veramente la pena da visitare nel mio paese.

Così facendo avrai una bellissima esperienza e sono sicura che ti innamorerai della Spagna e vorrai tornare più volte.

Essendo una guida ufficiale del territorio spagnolo, i miei consigli saranno di gran valore e spero li apprezzi e abbi una bellissima vacanza nella mia terra.

Ronda è una delle città più antiche e bella della regione ed è conosciuta come “la perla dell’Andalusia“.

Con la sua struttura araba e il fatto che si trova su un strapiombo alto 200 metri, è normale che la sua bellezza sia così notevole ed unica.

Situata al nordest della provincia di Malaga, tra la sierra de Grazalema e la sierra de las Nieves ed a 723 m dal livello del mare, ha un enclave di interiore, circondata dai parchi naturali e attraversata dal fiume Guadalevín.

Storia e Clima di Ronda

Le origini di Ronda risalgono ai Celti che la chiamavano Arunda.

A 15 km da Ronda, nel paese di Benaoján, si trova la Cueva de la Pileta, cioè una grotta con delle pitture rupestri antiche.

Ronda è stata abitata da Fenici, Romani, Bizantini e Visigoti, come nel resto delle provincie che compongono l’Andalusia, finché nel 711 arrivarono i musulmani.

L’Andalusia per otto secoli fu territorio del regno musulmano, ragione per la quale la disposizione di stradine strette nei centri storici e l’architettura tipicamente araba delle principali zone delle città: Ronda non fa ovviamente eccezione.

Il regno musulmano durò fino al 1485 quando i Re Cattolici, Ferdinando e Isabella, conquistarono la città di Ronda e fecero rimodellare i principali monumenti per trasformarli in monumenti cristiani.

Per quanto riguarda il clima, Ronda ha un clima mediterraneo, con delle stati caldi e secchi e gli inverni piovosi e freddi, spesso con delle temperature sotto il zero.

Cosa vedere a Ronda

Ronda è conosciuta principalmente per i suoi strapiombi e la sua Plaza de Toros, una delle più antiche e importanti di tutta la Spagna.

cosa vedere a Ronda

 

La città è suddivisa in 3 quartieri principali:

  1. Il centro strorico, chiamato “La città”
  2. Il quartiere del Mercadillo, cioè il piccolo mercato
  3. Il quartiere di San Francesco

Il quartiere della città (centro storico)

Iniziamo il nostro itinerario nel quartiere più antico e arabo della città.

Con le sue stradine strette e irregolari, le sue piazze, le numerose casa-palazzo, conventi, chiese e monumenti, è uno dei quartieri più importanti.

Partiamo per la nostra visita dal Puente Viejo o ponte vecchio dove si trova la porta di Felipe V, un arco arabo ricostruito nel XVIII secolo dopo il crollo del già chiamato ponte nuovo.

Vicino all’arco si trova la Casa del Rey Moro, casa del Re musulmano, una casa palazzo di gran importanza dato che al suo interno si trova la mina de agua, cioè una piscina naturale dove si raccoglieva l’acqua per tutta la città.

Si tratta di una galleria di origini arabi, scolpita nella roccia con 365 scale (una per ogni giorno dell’anno) e profonda 100m, che ci porta alla base del burrone dove passa il fiume Guadalevín.

In questo fiume, racconta la leggenda, la figlia del sultano era solita recarci per fare un bagno.

cosa vedere a Ronda

Al interno di questa casa-palazzo si trovano i giardini di Forestier, disegnati dall’architetto francese: sono dei giardini bellissimi caratterizzati dalla loro dislocazione su diversi livelli mentre tutti guardano verso lo strapiombo.

La vista da lì è semplicemente spettacolare.

Nella città o centro storico ci sono diverse casa-palazzo da visitare dichiarate bene di interesse culturale, come ad esempio il  Palacio de Marqués de Salvatierra y la Casa Don Bosco: dai giardini si possono godere delle bellissime viste, ma forse il più importante da visitare è il Palacio de Mondragónanche conosciuto come Palacio del Marqués de Villasierra.

Questo palazzo in stile Mudejar fu la residenza dei Re Cattolici  dopo la conquista della città di Ronda nel 1485.

Oggi è la sede del Museo Archeologico di Ronda.

Il quartiere del Mercadillo

Il quartiere del Mercadillo si unisce al centro storico mediante il Ponte Nuovo, simbolo emblematico di Ronda che si trova sul Tajo o strapiombo.

cosa vedere a Ronda

 

In questo quartiere, le cose più importanti da visitare sono: La Plaza de Toros e L’Alameda del Tajo. 

La Plaza de Toros, è la più antica di tutta la Spagna e una delle più belle.

Costruita nel 1875, è stata lo scenario di corride storiche con dei migliori toreri e i migliori spettatori, tra cui sottolineo Orson Welles ed Ernest Hemingway.

Sotto le tribune si trovano il Museo Taurino ed è anche sede della Real Maestranza de Caballería di Ronda.

Accanto all’arena, si trova La Alameda del Tajo.

Un viale a modo di balcone, con degli alberi centenari e piante botaniche che guardano sullo strapiombo o Tajo.

Da li ci sono anche delle viste meravigliosa di tutta la Serranía de Ronda.

Se vuoi avere un pranzo con viste panoramiche… scegli uno dei ristoranti che troverai in questa zona.

Per gli amanti dello shopping, in questo quartiere si trova il nucleo commerciale della città lungo la via pedonale Carrera Espinal.

Il quartiere di San Francesco

Questo quartiere si trova al sud della città e si connette con la città mediante la Porta di Almocabar.

Tra le attrazioni più notevoli di questo quartiere, ricordiamo la muraglia che circondava Ronda e che arriva fino al Ponte Arabo dove a fianco, si trovano i Bagni Arabi della città.

Questi bagni sono considerati il recinto termale meglio conservato di tutta la Spagna, con una sala centrale di gran valore e bellezza, adattamento delle antiche terme romane.

Sono stati dichiarati bene di interesse culturale e patrimonio storico di Spagna.

Per concludere il nostro itinerario nel modo migliore possibile, ti propongo un vino favoloso in una delle cantine più belle delle città.

Sappiamo che per molti il buon vino non è soltanto una bevanda ma un rituale, giusto?

E cosa mi diresti se ti dico che questa cantina si trova all’interno di un convento del XVI secolo?

Ecco!

Mi posso immaginare la tua faccia di sorpresa… ma si, questa cantina La Bodega Descalzos Viejos è proprio così.

Da non perdere!

Intorno al convento si trovano i vigneti ed è proprio nell’oratorio del convento, con delle bellissime pitture al fresco, dove si trovano le barriques di questo vino squisito.

cosa vedere a ronda

 

Salute!!! 🙂

Cosa mangiare a Ronda

Essendo Ronda una città della provincia di Malaga, ha tantissime cose in comune con la capitale, per cui penso sia una buona idea dare un’occhiata all’articolo di Spagnatour di “cosa mangiare a Malaga”.

Comunque ogni città a i suoi particolari e piatti più tipici, e Ronda non può essere meno, così i piatti più autentici di questa città sono:

  • Salumi iberici della Serranía di Ronda
  • Carne di cervo e caccia in salsa
  • Zuppa di mandorle
  • Zuppa di uova
  • Yemas del Tajo: dolci fatti a base di turlo di uovo, zucchero e acqua.
  • Rosquillas de Ronda: delle ciambelle fritte con lo zucchero e limone.

Come arrivare a Ronda

Ronda si trova a solo 100 km dalla capitale Malaga per cui ci è facile prendere l’autobus ogni giorno e praticamente ad ogni ora.

Per 10.80€ e un’ora e mezzo di viaggio…. sarai a destinazione!

La compagnia che più tratte fa è quella dei bus gialli: www.losamarillos.es 

Per quanto riguarda i treni, Ronda è collegata da Algeciras fino a Granada e Madrid.

C’è la tratta Algeciras – Granada, tre volte al giorno, essendo Ronda una delle fermate.

E un altro treno da Madrid – Algeciras, due volte al giorno.

La tratta Malaga-Ronda in treno è una volta al giorno.

Cosa vedere a Ronda: conclusioni finali

Dopo questo articolo di cosa vedere a Ronda, avrai notato che questa città di favola e degna di essere visitata nella tua prossima visita in Andalusia.

Visto che le estati sono abbastanza calde, io sconsiglio la visita nei mesi di Luglio e Agosto, a meno che non vieni dalla Costa del Sol e passi per Ronda soltanto un giorno.

Comunque la settimana più caratteristica ed interessante per visitarla è la prima settimana di Settembre quando si festeggia La feria y fiestas de Pedro Romero, con la famosa Corrida Goyesca.

Se hai la possibilità di venire a questa festa, vivrai e conoscerai la città di Ronda nel momento più autentico di tutti.

Come dico sempre, attenti a borseggiatori, perché anche se Ronda è una città abbastanza tranquilla, nelle vicinanze ai monumenti o punti più turistici il rischio c’è sempre.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto e spero anche di vederti presto da queste parti.

Gracias y buen viaje!

Marta 🙂

visitare lanzarote

Se stai cercando notizie su una delle isole più belle e affascinanti al mondo, bene la tua ricerca è giunta al termine.

Questa è la guida di Spagnatour su cosa vedere a Lanzarote, l’isola più al nord dell’arcipelago canario.

Le informazioni che troverai qui sono introvabili altrove perché è creata in maniera tale da farti scoprire gli angoli più nascosti di questa perla dell’Atlantico.

Le cose da vedere a Lanzarote riportate in questo articolo sono frutto della mia reale esperienza sull’isola, alcune attrazioni turistiche verranno tralasciate perché le cose più belle da visitare non sempre sono quelle più famose.

Lanzarote è una nota meta turistica, specialmente tra gli italiani, per via della sua natura incontaminata e per i paesaggi mozzafiato.

Se cerchi tranquillità, buon cibo, sole, spiagge isolate, natura e geologia, Lanzarote è la destinazione perfetta.

Se vuoi organizzare un viaggio indipendente, parti con Spagnatour alla scoperta delle meraviglie di Lanzarote.

Storia e clima di Lanzarote

cosa vedere a lanzaroteNon so se la pensi come me, ma la differenza tra un semplice turista e un viaggiatore non risiede solamente nel modo di viaggiare, ma anche e soprattutto dall’approccio che si ha nei confronti del viaggio.

Un viaggiatore prima di partire si informa circa la storia, gli usi e i costumi del posto da visitare, mentre il turista si sofferma sulla superficie del posto senza conoscere nulla della località e dei suoi abitanti.

Spagnatour è gestita da viaggiatori per viaggiatori e quindi prima di elencare le cose da vedere a Lanzarote riporteremo alcune informazioni sulla storia dell’isola.

Lanzarote fa parte dell’Arcipelago Canario, è la terza isola per popolazione con 140.000 abitanti circa e quarta per estensione con 806 Km².

Se geograficamente Lanzarote fa parte del continente africano, dal punto di vista politico ed amministrativo è territorio spagnolo a tutti gli effetti. Come tale, un turista italiano non ha bisogno né di visti né di permessi per andare a Lanzarote per fini turistici.

Per via del suo clima e conformazione, ogni anno decine di migliaia di surfisti e velisti vanno a Lanzarote per godere delle condizioni ideali che il mare Atlantico offre agli appassionati.

Scoperta nel 1312 dal navigatore genovese Lanzerotto Malocello, la storia dell’isola è molto antica ma data la sua posizione, rimane fuori dai grandi avvenimenti.

Quando il navigatore la visita, entra in contatto con la popolazione indigena conosciuta come Guanci.

Frequentata dai pirati nei secoli successivi, l’isola vive un momento drammatico con una serie successiva di eruzioni vulcaniche che hanno trasformato la fisionomia del paesaggio.

Lanzarote infatti è un’isola vulcanica caratterizzata da un paesaggio lunare molto simile a quello che troviamo in Islanda.

Non so se hai delle nozioni di geologia, ma tutto l’Oceano Atlantico è attraversato dalla dorsale atlantica, risultato delle divergenza di due croste oceaniche, formando così una zona attiva dal punto di vista vulcanico.

A differenza dell’Islanda, Lanzarote non è un affioramento della dorsale ma il paesaggio rimane comunque prevalentemente vulcanico.

Ad un occhio poco attento, Lanzarote potrebbe sembrare una terra morta ma è vero il contrario, Lanzarote è un terra giovane nata da poco e che quindi deve ancora raggiungere una forma matura.

Il clima canario è considerato uno dei migliori al mondo, e Lanzarote non ne fa eccezione. Puoi visitare l’isola durante tutto l’anno senza problemi.

Durante i mesi estivi la temperatura supera i 30°, mentre nei mesi invernali  scende raramente sotto i 14°. Il clima è fortemente influenzato dai venti che la percorrono, a volte le giornate sono calde per via dello scirocco africano ma il vento prevalente è l’Aliseo che raffredda la superficie e impedisce a Lanzarote di assomigliare al vicino deserto del Sahara.

Come arrivare a Lanzarote

Arrivare a Lanzarote è facile, le principali compagnie aeree low cost la collegano con le principali città europee. Dall’Italia partono voli settimanali da Roma, Milano e Bologna.

L’aeroporto internazionale è situato a 5 km da Arrecife, la città principale dell’isola, ed è facilmente raggiungibile sia in Taxi che in autobus.

Data la natura dell’isola, e dato il tipo di viaggio, è consigliabile affittare un auto all’arrivo. A differenza delle isole maggiori delle Canarie, Lanzarote è ancora un’isola selvaggia dove i mezzi pubblici non sono presenti su tutta la superficie.

Detto ciò, è meglio contattare l’alloggio e verificare i collegamenti con la struttura.

Cosa vedere a Lanzarote

vacanza a lanzaroteSe ami le grandi città e i monumenti, probabilmente Lanzarote non è l’isola adatta. Se ami la natura selvaggia, la biologia e la geologia, allora preparati ad una delle esperienze più affascinanti della tua vita.

Se vai di corsa, le attrazioni possono essere visitate in soli due giorni, ma ovviamente questo sarebbe il modo più sbagliato di visitarla.

Il periodo minimo consigliato è una settimana, specialmente se sei in cerca di relax.

Le zone turistiche principali sono situate al sud per via del clima più mite:

  • Puerto del Carmen;
  • Costa Teguise;
  • Playa Blanca;

Se queste sono le zone più turistiche, questo non significa che io te le consigli. Queste tre località sono popolari tra i turisti ma proprio per questo motivo hanno perso la vera essenza dell’isola.

Durante la mia settimana a Lanzarote, ho preferito pernottare nella costa nord dove le località sono più autentiche e quindi più belle. Considera che l’isola è percorribile in macchina in un paio di ore, quindi le distanze sono tutte abbordabili.

Ovviamente non si viene a Lanzarote per stare in città, infatti la vera attrazione è il Parco Nazionale di Timanfaja.

Come suggerisce il nome, il parco è una riserva della biosfera Unesco che si estende per 5000 ettari nella parte occidentale dell’isola.

Tutto il parco è una distesa di vulcani e colate laviche testimonianza delle ultime eruzioni avvenute sull’isola tra l’anno 1730 e l’anno 1824.

Questo lungo evento eruttivo è uno dei più spettacolari al mondo.

In realtà è difficile descrivere Timanfaja perché è un paesaggio unico che va visitato in persona; non ci sono parole adatte per descrivere questa meraviglia.

Per visitare il parco è necessario pagare il biglietto di ingresso di 9 euro, parcheggiare l’auto e partecipare al tour guidato in autobus.

Ed è qui che nasce il problema.

Se come me ami le foto e i viaggi indipendenti, la visita in bus del parco è un grande limite perché non avrai la possibilità di far foto degne di tale nome.

In realtà, le zone circostanti all’entrata del parco sono molto simili alle zone interne e pertanto non è strettamente necessario entrare all’interno del parco. Questo perché non tutta la zona naturale è compresa all’interno del parco ma solo la parte più attiva e suggestiva.

Questo significa che tra le cose da vedere a Lanzarote il parco Timanfaja non è incluso?

No, affatto, io non ripeterei la visita in bus perché l’esperienza non è stata tra le più belle ma questo lo dico solo dopo averlo visitato.

A te la scelta.

Dai un’occhiata alle recensioni per avere un’idea.

Il miglior consiglio che posso dare all’ente del turismo è permettere ai turisti di scendere nei punti chiave per poter godere dell’immenso spettacolo.

Continuando il nostro viaggio, una delle cose da vedere assolutamente a Lanzarote è la zona conosciuta come la Geria.

Situata a pochi km dal parco, la Geria è caratterizzata da uno dei paesaggi più affascinanti al mondo: in questa piccola zona si coltiva un vino eccezionale che non lascia l’isola. Nella stradina della Geria troverai diverse Bodegas dove fermarsi e provare le delizie.

Per darti un’idea del paesaggio spettacolare, questa è una mia foto fatta da una delle tante cantine aperte al pubblico.visitare lanzarote

Continuando il nostro viaggio sulle cose da vedere a Lanzarote, non posso non suggerirti una visita alla Cuevas de los Verdes.

La caverna nasconde un segreto, la guida turistica mi ha pregato di non rivelarlo e infatti non lo farò. Se vuoi scoprirlo, devi scoprirlo da te.

Per visitare la caverna devi pagare il biglietto d’ingresso, se prevedi di vedere tutte le altre attrazioni che l’isola offre, allora compra la tarjeta completa dal costo di 30 euro.

Compreso nel prezzo, potrai visitare le altre attrazioni dell’isola come ad esempio il Giardino dei Cactus.

Tra le varie attrazioni, la mia preferita è stata il Mirador del Rio da dove si può vedere il meraviglioso panorama che da sull’Isola de la Graciosa.

Se hai comprato la tarjeta, allora puoi entrare nel Mirador, se invece hai deciso di non comprarla, l’ingresso costa 4,5 euro ma non è necessario entrare perché in realtà il panorama è ben visibile anche da fuori.

Oltre a questi spot unici, la bellezza di Lanzarote è ovunque, specilmente tra i vari paesini che incontrerai lungo il cammino.

Lasciati guidare dall’improvvisazione, Lanzarote è meravigliosa anche per questo.

Per quanto riguarda la vita notturna, il solo posto dove c’è un po’ di movimento è la zona portuale di Arrecife dove puoi trovare una birra per soli 70 centesimi.

Si hai capito bene, 70 centesimi.

Le spiaggie più belle di Lanzarote

Diciamoci la verità, la vera bellezza di Lanzarote è natura, specialmente dove la terra incontra l’oceano. Alcune spiagge sono uniche al mondo.

Per avere un’idea, guarda la foto qui sotto e dimmi cosa ne pensi:

vacanza a lanzarote

Non preoccuparti, il mare non è verde, questa è una piccola laguna che si trova nelle vicinanze di una delle spiagge più belle di Lanzarote, cioè il Charco de los Clicos.

Se il tempo lo permette, concedetevi un breve bagno a bordo riva ma attenti, qui le correnti sono forti e i locali lo sconsigliano.

Se cerchi una spiaggia più tranquilla, allora dirigiti verso la ben più frequentata Playa Famara dove molte scuole di surf organizzano i corsi.

Il paesaggio è unico, un pomeriggio di relax a Famara è consigliato.

Se sei un esploratore in cerca di paesaggi incontaminati, allora prendi il tuo mezzo e dirigiti a sud, verso una delle zone più affascinanti del’isola nera: sto parlando della Playa de Papagayo.

La località è formata da una serie di spiagge formate da spiaggia e interrotte da rocce vulcaniche dai mille colori. Per arrivare alla serie di spiagge si deve pagare un biglietto di ingresso di 3 euro ma il gioco vale la candela.

Cosa vedere a Lanzarote: considerazioni finali

Questa è la guida di Spagnatour su cosa vedere a Lanzarote.

Spero che la guida sia stata di tuo gradimento. Fare una vacanza a Lanzarote è piuttosto economico, non servono grossi investimenti perché puoi fare tutto in autonomia anche se a volte contattare un’agenzia di viaggi o un tour operator locale ti farà guadagnare in tempo.

Lanzarote permette comunque entrambe le situazioni così da accontentare i gusti di tutti, turisti comodi e viaggiatori estremi.

Le attività consigliate sono tutte le attività legate al mondo dell’oceano come il surf e le sue varianti e tutte le attività legate alla terra come il trekking e la bicicletta.

Tieni un occhio aperto sulle feste, io ho avuto la fortuna di visitare l’isola durante una delle frequenti romerie.

La romeria è una festa di origine cattolica ancora molto sentite in tutte le canarie. Qui gli abitanti si vestono in abiti tradizionali e danno vita alla famosa fiesta spagnola.

Una delle più importanti romerie di Lanzarote è quella de Los Dolores a Settembre.

Quindi se stai cercando una bella vacanza in un scenario unico, con un clima eccezionale… le isole canarie sono il tuo destino, e Lanzarote non ti può mancare.

Buon divertimento e grazie per seguire Spagnatour.

Marta 🙂

cosa vedere a tarifa
Ho creato il blog perché amo la mia terra e voglio promuoverla al meglio: mi dedico soprattutto ai viaggiatori indipendenti che vogliono evitare le classiche attrazioni turistiche di massa.

Tarifa è anche famosa per la sua posizione, dato che si tratta della città Andalusa più al sud della regione e della Spagna intera.

Situata nella punta più meridionale della penisola iberica, vicino al famoso Stretto di Gibilterra che divide il mar Mediterraneo dall’oceano Atlantico.

Un enclave strategico che ha trasformato Tarifa in una città desiderata da tutti i popoli dell’storia antica e moderna.

Oggi, grazie ai 38 km di spiagge selvagge che costeggiano acque chiare e grazie al vento costante che rende possibile la pratica degli sport acquatici come il surf, kitesurf, windsurf… ecc, Tarifa è diventata un vero paradiso non solo per gli amanti del mare ma anche di tutti coloro che amano la natura incontaminata.

Sei pronto per scoprire una delle zone più incredibili di tutta la Spagna?

Allora continua a leggere tutte le cose da vedere a Tarifa e trascorrere una vacanza indimenticabile.

Storia e Clima di Tarifa

Un vero viaggiatore si differenzia dal semplice turista perché prima di organizzare un viaggio si informa circa la storia del paese visitato.

Visto che Spagnatour è dedicato proprio ai viaggiatori, iniziamo questa guida su cosa vedere a Tarifa da alcuni cenni storici.

Grazie alla sua posizione strategica, la punta più meridionale della penisola Iberica situata a pochi chilometri dalle coste del Marocco è stata da sempre una città popolata sin dall’antichità sia dai fenici che dai cristiani, passando per i greci, romani, visigoti e musulmani.

Dei fenici troviamo l’impronta nei sarcofagi del sito archeologico Baelo Claudia dal II secolo a.C uno dei siti archeologici meglio conservati in Spagna.

Nel 710 Tarik, un generale marocchino, invia a uno dei suoi comandanti a La Isla de la Palomas (l’isola dei piccioni) per controllare se nella penisola c’erano delle forze militari.

Una volta verificata l’assenza di queste e dopo un anno di preparativi, Tarik assieme ad altri 9000 uomini arrivò a Gibilterra dando origine alla conquista islamica della Spagna Visigota.

Il dominio islamico non cesserà prima del XIII secolo, quando i cristiani presero la città di Tarifa con l’obiettivo di difendersi dai attacchi pirati.

Finalmente, nel XIV secolo,  con l’arrivo delle truppe di Alfonso XI  gli assedi finirono per dar inizio al periodo di ripresa economica che comunque sarà messa in pericolo durante le numerose guerre del XIX secolo.

Con l’arrivo del turismo nel XX secolo, Tarifa si recupera appieno per diventare la città che troviamo oggi.

Per quanto riguarda il clima di Tarifa, la città gode di un clima mite, con delle temperature soavi tutto l’anno, con una temperatura media annui di 21°C di massima e 18°C di minima.

Il forte vento soffia durante tutto l’anno creando appunto delle condizioni ideali per gli amanti degli sport d’acqua.

Cosa vedere a Tarifa

Nel caso non ti piaccia fare sport acquatico, no pasa nada!

Sei a Tarifa e il divertimento c’è per tutti! 🙂

Qui puoi semplicemente fare un giro in barca per osservare i cetacei (orche, delfini, balene) oppure, se soffri il mal di mare e preferisci avere i piedi per terra, no te preocupes, potresti sempre fare una bella passeggiata in spiaggia a cavallo.

Essendo una città piuttosto piccola, Tarifa si può tranquillamente visitare in una giornata.

Circondata dalle mura medievale, il centro storico rimane all’interno con le sue stradine strette e irregolari, mentre la città nuova si espande al di fuori di queste.

Lungo le mura si trovano ad intervalli regolari le Torres Vigías, cioè delle torri costiere costruite per la difesa della città contro gli attacchi dei pirati.

Ci sono due tipi di torri diverse, quelle del centro storico e quelle della costa: una delle più famose si trova nella isla de las palomas.

Queste edificazioni militari si costruirono nel XVI secolo in diverse città del Mar Mediterraneo.

Di tutte le porte che in passato si trovavano lungo le mura, soltanto una è rimasta intatta, quella nella parte nord della città, chiamata Puerta de Jerez, davanti alla Avd. de Andalucía, la strada che separa il centro storico con la parte moderna.

Dalla porta di Jerez, cominciamo il nostro itinerario virtuale per il centro storico di Tarifa.

Il centro è molto caratteristico per via delle facciate delle case, la maggior parte delle quali pitturate di bianco e abbobbate con numerosi vasi di fiori.

A volte, oltre alle piante della facciata, si possono trovare delle piastrelle con l’immagine sacra della madonna della città, La Virgen de la Luz.

A solo 5 minuti a piedi, continuando per la via Barriada de Nuestra Señora de la Luz per poi arrivare a Calle Sancho IV el Bravo, si arriva alla Chiesa di San Mateo

La Chiesa di San Mateo è la chiesa principale della città.

Fu costruita nel XVI secolo in stile Barocco e sulla facciata troviamo scolpite le raffigurazioni delle armi che Guzman El Bueno usò per difendere la città.

Un altro particolare importante da evidenziare nella facciata è la porta del perdono.

Vicino alla chiesa, nella Calle del Coronel Moscardò, si trova il Casino Tarifeño del 1875.

E’ un gran casale con diverse sale, accessibili soltanto ai soci, mentre il bar è aperto a tutti.

In fondo a questa strada si trova la cárcel real, cioè il carcere reale che oggi è stato adibito a sala mostre.

A poco più di 200m, passando per Calle Privilegios e poi per Calle de Aljaranda, si arriva alla Plaza de Santa Maria.

cosa vedere a tarifa

Questa piazza è conosciuta popolarmente come la piazza della piccola rana per via della fontana a forma di stella con 8 punte dove all’estremità di ognuna si trova la statua di una piccola rana verde.

E’ una dellepiazze  più importanti della città, visto che al suo interno si trovano il comune di Tarifa, il museo della città e la chiesa di Santa Maria. 

La chiesa di Santa Maria è la più antica della città, costruita nel XIII secolo su una antica moschea.

La sua facciata neoclassica è di una bellezza incredibile.

Nel museo ci sono esposti delle collezione sulla storia, geografia, etnografia e archeologia della zona.

A soli 2 minuti dalla piazza, percorrendo calle Amargura, si arriva ad un’altra piazza, la Plazuela del Viento. 

Una piazzetta incantevole con vista favolosa dello stretto con il Marocco a fare lo sfondo.

Vicino a questa piazza, passando per la calle Aljaranda e calle Guzman el Bueno, si raggiunge il Castello di Tarifa, anche chiamato Castillo de Guzman “El Bueno”. 

E’ il monumento più significativo della città e si trova al sud, davanti al lungo mare.

Fu costruito a metà del X secolo per ordine di Abderraman III sulle rovine di un insediamento romano, e più tardi fu preso dai cristiani che lo usarono come fortezza durante la guerra contro i francesi.

Il biglietto per visitare il castello costa 2€.

Vicino al castello, nella Piazza Miramar, si trova il monumento a Sancho IV di Castiglia, il difensore di Tarifa.

Dopo aver visitato il castello, traversando la strada, si può fare una passeggiata lungo il Paseo Alameda, un viale pedonale con palme e terrazze di bar, un luogo ideale per pranzare.

All’inizio del paseo si evidenza una scultura di Guzman el Bueno, foto obbligatoria per i visitanti.

Un’isola tra due mari

Davanti a Tarifa c’e una piccola isola, “la Isla de las palomas” cioè l’isola dei piccioni.

Questa isola in realtà è collegata alla città di Tarifa da una diga artificiale che si può percorrere a piedi.

cosa vedere a tarifa

Una gradevole e peculiare passeggiata perché a destra della diga troviamo l’Oceano Atlantico con le sue acque turchese mentre a sinistra troviamo il Mar Mediterraneo.

Nella parte sinistra si trova il Castello di Santa Catalina, un castello in stile Rinascimentale del 1929, copia di un castello italiano.

Si trova nella collina omonima a 24 m del livello del mare.

Continuando per questa strada, si arriva alla detta isola, dove c’è il faro di Tarifa ma purtroppo oggi l’accesso a questa è vietato al pubblico perché zona militare.

Accanto si trova il Porto di Tarifa, da dove ogni giorno partono dei traghetti per Tanger (Marocco).

Ci sono fino a 12 tratte al giorno (da diverse compagnie), ognuna di un’ora, quindi puoi valutare la visita ai due continenti nello stesso giorno.

In caso ti sei dimenticato il passaporto a casa, no pasa nada!

Puoi andare in Marocco con la tua carta d’identità Italiana, ma per questo, dovrai contrattare il viaggio con un guida che ti offrirà un passaporto di un giorno per poter visitare la città di Tanger.

Il prezzo del biglietto con la guida e il permesso, costa circa 50-60€ andata e ritorno.

Le spiagge di Tarifa

I veri responsabili che fanno di Tarifa un paradiso in terra sono le sue spiagge selvagge, con dune di sabbia dorata e acque trasparenti che fanno lo scenario di numerose competizioni internazionali nel mondo del windsurf e le sue varianti.

Iniziando per la più vicina alla città troviamo Playa Chica, tra il porto e l’isola di Tarifa, una spiaggia molto affollata dato che il vento soffia di continuo.

La Playa de los Lances, la più lunga di tutte le spiagge della zona, si suddivide in due: los lances sur, più vicina a Tarifa e los lances norte, un po’ più lontana.

Entrambe, nella parte del Oceano Atlantico, sono ideali per la pratica del windsurf dove è possibile trovare delle installazioni e i servizi necessari per poter effettuare questo tipo di sport.

La Playa Valdevaqueros è la spiaggia vicina a los lances norte, infatti si raggiunge in macchina in dieci minuti.

La Playa Bolonia appartiene a Tarifa ed è la più famosa della zona.

Con dune alte 30 metri di sabbia bianca, è una spiaggia molto selvaggia molto famosa sia per la sua bellezza sia per la sua tranquillità (ci sono delle zone in cui è possibile fare il nudismo).

Questo anno ha vinto il premio come la seconda miglior spiaggia di Spagna di Travellers’ Choice Beachesche organizza Tripadvisor.

Ovviamente il windsurf si pratica pure qui.

cosa vedere a tarifa

Si trova a una ventina di minuti in macchina da playa Valdevaqueros.

Punto principale di avvistamento in Europa

Grazie alla sua posizione strategica, Tarifa si può considerare un balcone sul mondo.

Dalle sue acque si può fare l’avvistamento di cetacei durante tutto l’anno e dal parco naturale delle querce (Parque de los Alcornocales), il più grande di tutta l’Europa, si possono avvistare specie di uccelli migratori.

Si tratta di un area naturale protetta grazie al suo gran valore ecologico.

Cosa mangiare a Tarifa

Tarifa non solo è un paradiso a livello di paesaggio ma anche a livello di cibo.

Essendo una città costiera della provincia di Cadice, condivide la tipicità dei suoi numerosi piatti

Consulta l’articolo (cosa vedere a Cadice)

Comunque il pesce è il vero protagonista della cucina tarifeña, in tutte le sue modalità: fritto, arrosto ma anche salato, com’è il caso della mojama de atún, cioè la mosciame di tonnouna preparazione di filetto di pesce essicato.

cosa mangiare a tarifa

A occhio nudo sembra più prosciutto che pesce, ma per questo dicono che le apparenze ingannano!!!

Tuttavia, c’è un piatto che non c’entra niente con il pesce ed è molto tipico a Tarifa:

Huevos cuajados con Tagarninas, cioè uova strapazzate condito con un ortaggio selvaggio chiamato Tagarnina.

Una specie di asparagi ma con un sapore un po’ più soave.

cosa mangiare a tarifa

Per quanto riguarda al dolce, la tipicità più squisita di tutta Tarifa è il chiamato Tranvía, che in Italiano sarebbe Tram.

Nessuno sa il perché di questo nome per un dolce che non è altro che pasta sfoglia ripieno di crema pasticcera e coperto di cioccolato.

Dopo tutti questi consigli, ti chiederai dove andare ad assaggiarli, giusto?

Bene, a Tarifa si mangia bene ovunque, ma forse uno dei posti favoriti per i Tarifeños è la Plaza San Hiscio più conosciuta come Plaza Peruelo, nel centro storico della città, a poco più di cento metri dalla Puerta de Jerez.

Cosa Vedere a Tarifa, considerazioni finali

Dopo questo lungo articolo e tutti i consigli che hai letto, l’unica cosa che ti manca è prenotare le tue prossime vacanze.

Qualsiasi sia il motivo (la passione per i sports di vento, il fascino della natura più pura o la tranquillità in una spiaggia selvaggia) Tarifa sarà un’ottima destinazione per scollegarsi della routine di tutti i giorni.

Il mio consiglio è quello di godersi Tarifa a 360° non solo praticando sport o visitando la città, ma anche parlando con la gente, assaggiando il cibo più tipico e scoprendo la notte e la festa tarifeña, una delle migliori di tutta la Spagna..

Come ho già detto in articoli precedenti, Tarifa, come tanti altri posti in Spagna, è abbastanza sicura per visitarla da soli ma comunque prestate attenzione ai borseggiatori, specialmente durante l’alta stagione dove  Tarifa può diventare un caos.

Grazie e Buon viaggio!

Marta 🙂

cosa vedere in andalusia

Se stai programmando la tua prossima vacanza e ti stai chiedendo cosa vedere in Andalusia, sono lieta di comunicarti che sei capitato nell’articolo giusto.

Io sono Marta, guida turistica spagnola nata a Granada, una delle città più belle della Spagna.

Se ti va, sono felice di accompagnarti in questo tour virtuale in giro per la Spagna del sud.

L’Andalusia è una delle diciassette comunità autonome che compongono lo stato spagnolo ed è composta da otto provincie:

  1. Provincia di Almeria;
  2. Provincia di Cadice;
  3. Provincia di Cordova
  4. Provincia di Granada;
  5. Provincia di Huelva;
  6. Provincia di Jaén;
  7. Provincia di Malaga;
  8. Provincia di Siviglia.

Quando un italiano pensa al mio paese, immediatamente lo associa alla Corrida dei Tori e al Flamenco, bene queste sono solamente due delle attrazioni più famose che troverai in questa bellissima terra.

Idealmente il tour ideale per l’Andalusia non dovrebbe durare meno di una settimana, meglio sarebbe dedicare almeno due settimane alla scoperta del territorio, ma se non disponi di tutti questi giorni non preoccuparti, inizieremo i vari itinerari da chi ha a disposizione un solo weekend.

Sei pronto di partire alla scoperta dell’Andalusia?

Cosa vedere in Andalusia in 3 giorni

cosa vedere in andalusiaVedere l’Andalusia in tre giorni è altamente sconsigliato perché rischi di non assaporare la vera essenza del viaggio. Tuttavia se il tempo è un limite insormontabile, vediamo cosa potresti fare in 3 giorni.

Il primo itinerario parte da Malaga, località di arrivo molto frequente perché l’aeroporto è uno dei più grandi di tutta la Spagna. Per vedere i voli in arrivo a Malaga puoi usare il motore di ricerca di Aena (Aeropuertos Españoles y Navegación Aérea).

Dall’aeroporto, il consiglio è quello di affittare un auto così da avere piena libertà di movimento ed ottimizzare così il tuo tempo in vacanza.

Malaga è il capoluogo della omonima provincia e sesta città spagnola per numero di abitanti. La visita di Malaga è consigliata a tutti perché il centro è piacevole ed interessante anche per chi non è un amante delle grandi città. Ho già scritto una guida dettagliata su cosa vedere a Malaga, segui il link per approfondire.

Puoi visitare Malaga anche in poche ore, nell’articolo appena linkato qui sopra potrai fare una selezione delle attrattive di tuo interesse.

Dopo aver visitato Malaga, hai di fronte a te due opzioni: continuare con l’itinerario artistico oppure riposarsi lungo i paesini della Costa del Sol.

Se scegli la prima opzione, allora la direzione è Granada, la mia città, ti garantisco che non te ne pentirai. Granada ha mille angoli nascosti da vedere, una giorno intero è il minimo per godere il massimo dall’esperienza.

Ho scritto un articolo dedicato alla mia amata città, lo puoi leggere cliccando su questo link.

Puoi spostarti da Malaga a Granada in auto guidando un’ora circa oppure in alternativa prendere un autobus: i collegamenti tra le due stazioni sono frequenti, circa un autobus all’ora gestito dalla compagnia Alsa.

La seconda opzione è quella di spendere il resto del tuo breve soggiorno andaluso in un paese costiero a scelta tra Nerja, Salobreña o Torremolinos.

Ognuna di queste località ha le sue particolarità, se continui a seguire Spagnatour potrai leggere un articolo dedicato ad ognuno di queste località marittime.

L’itinerario alternativo per un fine di settimana in Andalusia parte da Siviglia, l’altro punto di arrivo per gli italiani in viaggio.

Dall’aeroporto di Siviglia puoi affittare una macchina e visitare la città. Ho scritto un articolo dove indico le principali attrattive della città, leggilo e dimmi cosa ne pensi nei commenti.

Dopo aver trascorso un giorno alla scoperta della capitale dell’Andalusia, hai due opzioni come sopra: o continui con le visite culturali recandoti a Cordova (leggi l’articolo cosa vedere a Cordova), oppure ti dirigi verso Cadice (leggi l’articolo cosa vedere a Cadice).

Se sei un’amante della natura come la sottoscritta, non perderti il Parque Nacional de Doñana dove con un poco di fortuna potrai vedere animali come cervi, daini e l’aquila imperiale.

Itinerario Andalusia 5 giorni

Vedere l’Andalusia intera in 5 giorni è praticamente impossibile ma comunque è un periodo sufficiente per vedere le principali attrattive a seconda dei gusti.

Se ami le città e i monumenti, allora puoi programmare un itinerario che passa attraverso le principali città culturali:

  1. Primo giorno Malaga;
  2. Secondo giorno Granada;
  3. Terzo giorno Jaén;
  4. Quarto giorno Cordova;
  5. Quinto giorno Siviglia;

L’itinerario è piuttosto compresso, non avrai tempo di riposare però vedrai le principali città dell’Andalusia. Se cerchi una vacanza più leggera, puoi eliminare dal percorso Jaén e Malaga mantenendo Siviglia, Cordova e Granada.

Le distanze non sono enormi, questi i tempi di percorrenza con l’auto:

  • Malaga-Granada 1 ora e trenta minuti;
  • Granada-Jaén  1 ora;
  • Jaén-Cordova 1 ora e trenta minuti;
  • Cordova-Siviglia 45 minuti;
  • Siviglia-Malaga 2 ore;

Saltando Siviglia, da Cordova puoi dirigerti direttamente a Malaga in soli 45 minuti.

Viaggiare tra le città andaluse non è difficile, anzi devi sapere che la benzina è notoriamente più economica rispetto all’Italia e la maggior parte delle autostrade sono gratuite. Ma attenzione però, rispetta i limiti di velocità perché sono frequenti i radar e le pattuglie della polizia stradale.

Esistono dei tratti autostradali a pagamento dove è possibile aumentare la velocità riducendo i tempi di percorrenza, i pedaggi non sono cari rappresentando un’ottima scelta se andiamo di fretta.

Se invece preferisci evitare le grandi città, oppure vuoi fare un itinerario misto tra città e paesi, il consiglio è quello di passare qualche giorno lungo la Costa del Sol.

Leggi anche: cosa vedere a Jaén

Cosa vedere in Andalusia in una settimana

L’ultima volta che ho visitato l’Andalusia come turista – si ogni tanto lo faccio anche io che sono andalusa – ho attraversato quasi tutta la regione visitando Granada, Jaén, Cordova, Siviglia, Malaga e l’estremo sud della zona di Tarifa.

In una settimana puoi iniziare ad immergerti appieno nella cultura della Spagna del sud. A seconda dell’aeroporto di provenienza, potrai spendere del tempo aggiuntivo nella parte occidentale oppure orientale della regione.

Oltre alle città viste e riviste in questo ed altri articoli, il consiglio è quello di perdersi in giro per le campagne alla ricerca degli angoli più nascosti.

Tra le mete meno frequentate dalla maggior parte dei turisti italiani, mi piace ricordare il Parco naturale Cabo de Gataun’aerea protetta situata nella provincia di Almeria che è addirittura riconosciuta come riserva della biosfera da parte dell’Unesco.

Il parco è conosciuto come una delle zone più aride dell’intero continente europeo. Le coste che circondando il parco sono una delle più interessanti dal punto di vista subacqueo e naturalistico, un vero paradiso per gli appassionati.

Il miglior periodo per visitare il parco è sicuramente quello primaverile ed estivo, se stai visitando l’Andalusia nel periodo invernale allora potresti optare per le località sciistiche come la Sierra Nevada.

Come suggerisce il nome, sulla Sierra Nevada è possibile trovare la neve per diversi mesi all’anno: se sei uno sciatore e il periodo è quello giusto, devi sapere che qui troverai diverse piste adatte per quasi tutti i livelli.

Continuando con la nostra ricerca delle cose da vedere in Andalusia, ti suggerisco una regione unica al mondo che potrai visitare in una giornata oppure spenderci addirittura tutta la settimana vista la sua particolarità.

La regione si chiama Alpujarra

Essa è suddivisa tra la provincia di Granada e quella di Almeria ed è formata da una serie di valli e burroni in alta quota da dove spuntano paesini caratteristici.

L’Alpujarra è divisa in tre zone, Alta, Media e Bassa Alpujarra. La zona Alta è la più conosciuta e frequentata anche per la vista mozzafiato che offre in alcuni punti. La regione offre inoltre una varietà di ricette tipiche da provare assolutamente come la Migas Alpujarreñas

Itinerario classico completo dell’Andalusia in due settimane

Con due settimane a disposizione, puoi veramente godere di tutte le meraviglie dell’Andalusia in totale libertà e tranquillità.

Dividendo la vacanza nelle due settimane, la prima verrà utilizzata per visitare la zona orientale mentre nella seconda ci dedicheremo alla parte occidentale.

Questo potrebbe rappresentare una vacanza ideale in Andalusia di due settimane:

  1. Malaga;
  2. Nerja-Almuñecar;
  3. Motril-Salobreña;
  4. Almeria-Cabo de Gata;
  5. Alpujarra;
  6. Granada;
  7. Jaén;
  8. Cordova;
  9. Siviglia;
  10. Cadice;
  11. Tarifa;
  12. Gibilterra;
  13. Marbella;
  14. Malaga.

Nei vari tragitti di spostamento tra una città e l’altra, puoi considerare di fare delle soste in alcune località molto importanti dal punto di vista turistico.

Tra le varie opportunità, mi piace ricordare le città di Ubeda e Baeza. Entrambe le città sono famose per via della loro storia e il conseguente lascito di monumenti. Tra le meraviglie da non perdere, è bello ricordare la Basilica di Santa Maria e la Plaza Vazquez de Molina, considerata una delle piazze più belle del mondo.

Cosa vedere in Andalusia: considerazioni finali

Dopo questo lungo articolo su cosa vedere in Andalusia, ti consiglio di correre a prenotare la tua prossima vacanza proprio qui nella mia terra d’origine.

Oltre alle visite ai monumenti, ai parchi e alle spiagge, ti consiglio di spendere alcuni momenti di relax concedendoti un meraviglioso bagno arabo come quello in Granada e di non perdere un classico della tradizione andalusa cioè il Flamenco.

Il Flamenco per noi andalusi non è solo uno stile musicale ma una vera e propria filosofia di vita. Fortemente influenzato dalla cultura gitana, lo spettacolo è formato dal ballo, dalla musica e dal canto. Nelle maggiori città andaluse sono presenti dei locali dedicati a questa forma d’arte dove vengono organizzati spettacoli ogni giorno della settimana.

Un altro aspetto da non perdere nella tua vacanza in Andalusia è il cibo e la vita notturna. Noi spagnoli siamo famosi per la famosa Fiesta, e infatti tutte le grandi città hanno il quartiere dedicato al divertimento notturno e non solo.

La serata inizia verso le 9, quando ci si dirige verso i tipici locali di Tapas dove mangiare e bere in compagnia (per approfondire, segui la rubrica cosa mangiare in Spagna).

Se ti senti particolarmente in forma, dopo la cena puoi dirigerti in uno dei numerosi disco pub dove al ritmo della musica trascorrere il resto della notte in allegria.

L’Andalusia è un paese sempre pronto ad accogliere qualsiasi tipo di turista, dall’intellettuale al giovane in cerca di divertimento, sta a te decidere il tipo di vacanza che vorrai trascorrere.

Grazie, Marta.

cosa vedere a jaen

Benvenuto sulla guida di Spagnatour, una guida sulla Spagna scritta da una spagnola che ti aiuterà a capire e decidere cosa vedere a Jaén.

Questa guida è introvabile altrove perché è scritta in maniera tale da farti scoprire posti e atmosfere che il turista di passaggio spesso e volentieri perde.

Ho creato Spagnatour perché vorrei che tutti gli Italiani in visita nel mio bellissimo paese rimangano colpiti e con voglia di ritornare.

Jaen, in spagnolo Jaén, è un’importante città e provincia del sudovest dell’Andalusia, la regione più al sud di tutta la Spagna.

Conosciuta come la capitale mondiale dell’olio d’oliva, è la provincia spagnola che produce più “oro liquido” di tutta la Spagna.

E’ anche conosciuta come Paradiso Interiore per le sue ricchezze architettoniche (nella provincia di Jaèn troviamo due città dichiarate Patrimonio dell’Umanità: Ubeda e Baeza) e per le sue attività economiche importanti:oltre alla produzione di olio d’oliva si ha l’attività di estrazione di piombo che arrivò a superare addirittura quella inglese

La provincia di Jaen ha 550.000 ettari di olivi, 66 milione di piante (uno scoiattolo potrebbe attraversare l’intera provincia senza toccare per terra) e una produzione nazionale di olio di oliva del 50%  e il 20% mondiale.

E’ ovviamente l’attività economica più importante di tutta la provincia, con un valore intorno ai 300 milioni di Euro .

A soli 92 km da Granada, una delle città più visitate dell’Andalusia, Jaen è un vero paradiso interiore, e con tutta l’informazione che troverai qui, capirai il perché.

Storia e Clima di Jaen

Jaen è stata la capitale del Santo Regno da quando fu conquistata dai Re Cattolici verso il 1492, ma nel suo territorio sono vissuti diversi popoli come: Greci, Fenici, Musulmani, Ebrei e Cristiani.

La sua posizione strategica, ottima come fortezza di difesa e per la sua vicinanza al regno di Granada, fece di Jaen una città attraente per tutti i popoli della storia.

Oggi, visitando i vicoli del centro storico ed i suoi monumenti, si può percepire il passo di tutte queste culture antiche.

Per quanto riguarda il clima, Jaen gode di un clima mediterraneo continentale, dove gli inverni sono freddi raggiungendo minime al di sotto dei 0 gradi ed estati caldissime, con temperature che possono superare i 40 gradi.

A volte si sono registrati sbalzi di temperatura di 20 gradi nello stesso giorno.

Cosa Vedere a Jaen: città del Rinascimento

Jaen si può visitare tranquillamente in un giorno, infatti tanti turisti che pernottano a Granada si prendono un giorno per visitare questa incantevole città.

Da Granada partono pullman per Jaen ad ogni ora ed il biglietto varia dai 7.50€ ai 11€.

Se invece preferisci prendere la macchina, in meno di un’ora arrivi.

Puoi parcheggiare nel parcheggio vicino alla Plaza de la Constitución, una delle piazze più centriche ed importanti, e anche un punto ideale per iniziare il nostro itinerario per questa capitale.

Piazza della Costituzione

Come ho appena detto, la piazza della Costituzione o “Plaza de la Constitución” anche conosciuta come piazza delle palme, è una delle piazze più importanti e centriche della città ed è quella che separa il centro storico dalla parte più moderna.

Intorno alla piazza si trovano diversi negozi e bar dove prendere le famose tapas che, come accade a Granada, qui sono gratis e abbondanti.

A sinistra della piazza, a qualche minuto a piedi, si trova il famoso quartiere di San Ildefonso, uno dei più antichi della città e più caratteristici, con piccoli vicoli e bellissime piazze e giardini.

Situato vicino alla Cattedrale di Jaen, l’attrazione da non perdere in questo quartiere è la chiesa con lo stesso nome, la Basilica de San Ildefonso appunto, il secondo tempio più importante di tutta la città dopo la cattedrale e la più antica costruita su un’antica moschea.

A pochi minuti dallapiazza, continuando per Calle de Hurtado e poi prendendo la Calle de las Campanas, si arriva alla Cattedrale di Jaen.

cosa vedere a jaen La Cattedrale di Jaen

La Cattedrale di Jaen o Catedral de Nuestra Señora de la Asunción, si trova nella Piazza di Santa Maria. 

Una delle opere più belle in stile rinascimentale, anche se all’inizio si iniziò a costruirla in stile gotico.

All’interno della cattedrale, troviamo l’immagine più importante cioè quella del “Abuelo”, il nonno.

I Bagni Arabi

Dalla Cattedrale, passeggiando per la Calle de Martinez Molina, a 10 minuti, si trovano i bagni arabi.

Durante questo tragitto, troviamo alla destra, il Teatro Municipale Darymelia.

Nella cultura araba, i bagni erano il luogo dove socializzarsi, per cui erano posti molto importanti.

I bagni arabi Jaen sono tra i più grandi e meglio conservati di tutta l’Andalusia.

Sono situati nel seminterrato del Palazzo Villardompardo, un palazzo Rinascimentale del secolo XVI con un bellissimo cortile.

Al suo interno si trova il Museo de Artes y Costumbres Populares cioè Arte e Abitudini popolari della città e  il Museo Interacioal de Arte Naïf , il primo museo in Spagna dedicato a questo tipo di arte.

La piazza della Magdalena

A pochi metri dal Palazzo Villardompardo, continuando per la Calle de Santo Domingo, si arriva alla Plaza de la Magdalena.

Questa piazza è una delle più famose della città non solo per essere una delle più antiche (si alza dove si trovava il foro romano) ma anche perché in questa piazza si trovava l’unica fonte che portava l’acqua a tutta la città.

Oggi il motivo per cui questa piazza è cosi conosciuta è per la statua della lucertola, protagonista della famosa leggenda della città.

Si trova davanti alla chiesa della Magadalena, la più antica della città che, come da tradizione, fu costruita su i resti di una antica moschea.

Da questa piazza partono diverse stradine che portava al castello della città anche se oggi è consigliabile prendere la macchina o il bus per arrivare al castello.

Il Castello di Santa Catalinacosa vedere a jaen

Il castello della città, una fortezza medievale, si trova nella collina di Santa Catalina a 820m d’altezza

Fa parte della famosa ruta dei castelli e battaglie di Spagna ed è circondato da 5 torrioni.

Le leggenda narra di una galleria sotterranea che connette il castello con la cattedrale, ma non è visitabile per il pubblico.

La vista della città dalla croce che si trova accanto al castello, è semplicemente spettacolare.

All’interno del castello  si trova il Parador Nacional de Turismocioè un albergo di lusso.

Cosa mangiare a Jaen

Per quanto riguarda la gastronomia di Jaen, essendo parte dell’Andalusia, condivide tantissimi piatti e ricette con le città vicine come Granada e Cordoba, anche se Jaen è famosa per la sua carne di Pernice e di cervo, cucinata in migliaia di ricette diverse.

cosa mangiare a jaen

 

Il patè di pernice è un altro piatto tipico della cucina della provincia di Jaen.

Come dolce, sottolineiamo le ciambelle fatte per le monache di Jaen “Rosquillos de las monjas” e “los almendrados de Bailén cioè un dolce a base di mandorle tipico della città di Bailen.

Come avviene a Granada, las tapas a Jaen non solo sono gratis ma anche buone e abbondanti, quindi dopo qualche tapa non avrai più bisogno di pranzare al ristorante.

A Jaen si trovano bar ovunque anche se le zone preferite dei Jiennensi sono il centro storico, intorno alla cattedrale, e la zona del Boulevard (vicino alla stazione del treno).

Il boulevard, oltre agli ottimi bar di tapas, offre anche un bellissimo parco dove passeggiare e godere di una zona verde.

Cosa Vedere a Jaen: conclusioni

Adesso che hai tutta l’informazione necessaria per sapere cosa vedere a Jaen, ti basterà una giornata per scoprire questo vero paraiso interior.

ALCUNE AVVERTENZE

Jaen è una città abbastanza sicura, quindi potete visitarla da soli senza problema.

In più, i furti sono molto rari, anche se è sempre consigliabile tenere sotto controllo gli averi personali.

Essendo anche una città con un clima secco e con degli enormi sbalzi di temperatura, sconsiglio la visita della città durante i mesi di estate, specialmente luglio ed agosto, perché capita spesso trovare i 38°C alle 9 di sera… un vero forno!

Probabilmente il periodo migliore per visitarla è il 12 di Ottobre durante i festeggiamenti dellaFeria de San Lucas, la festa del folklore jiennense.

Comunque sia, spero che dopo questi consigli la tua visita a questa incantevole città sia indimenticabile.

Buone vacanze a tutti 🙂

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